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domenica 11 novembre 2012

Il Capolinea. Piove,e noi siamo lì a prendere coscienza della vita che ci sta toccando goccia a goccia.


Ti vedo nella folla che si è radunata, come ogni Mercoledì davanti al Pub.
Ti ignoro.
I tuoi amici mi hanno vista e mi indicano.
Vado in bagno e quando torno sei lì, che mi aspetti, mi guardi.
Ti saluto, come  semplici amici che siamo, che dovremmo essere.
Mi guardi con tenerezza e il mio atteggiamento gelido si rompe in un sorriso.
Non dovremmo vederci, parlarci, abbracciarci, toccarci.

Piove,e  noi siamo lì a prendere coscienza della vita che ci sta toccando goccia a goccia.

Mi stringi a te. Non vorrei lasciarti andare.
Mi sfiori i capelli con le labbra, ci respiri dentro.
Dentro a quel rosso scarlatto, sento il tuo cuore.
Ti guardo negli occhi, mi sfiori una guancia, ti parlo spinta dai fiumi dell'alcol, senza freno, senza pudore, senza ritegno. So cosa voglio. So cosa non devo fare. So cosa dovrò dire.
Sono stanca di tutto, non voglio che tu mi menta, voglio che tu mi ferisca, che per una volta sia sincero.
Non sei fatto per me, e ogni volta che te lo dico, mi zittisci ; " lo sai che non è vero, non devi dire così, lo sai anche tu che non è vero".
"Non è vero cosa" vorrei chiederti? 
"Non sai neanche tu quello che vuoi"

Non avresti le palle per decidere, di prendermi con forza e dirmi che tu mi vuoi, che per te non è solo una semplice amica
Mi sorridi, mi abbracci. Ci guardiamo per minuti, che sembrano eterni.
Mi stacco, come sempre qualcosa si è rotto. 
Ritorniamo ognuno alla sua realtà, ai suoi amici.
Dopo poco ci ritroviamo ci abbracciamo, mi stai vicino, mi spavento per colpa di un ragazzo che conosco, è molto violento, io mi spavento ti stringo, tu mi stringi, mi prendi per mano, mi dici che tutto andrà bene, mi dici " Ciccia, calma, non è successo niente, non ce l'ha con te." 
Mi sciolgo in quelle parole, nel calore umano.
Oggi ho litigato con Giò, ci stavamo per lasciare, volevo dirgli di te, e di quanto io mi faccia schifo, poi gli ho detto "scusa hai ragione, , ho sbagliato ad uscire, cercherò di cambiare, di bere di meno, di vivere più tempo con te".

Una verità che salva solo per rendere meno pietosa questa esistenza

Sento note di jazz e blues fuori dalla finestra, non riesco a dormire troppi pensieri ultimamente.
Non è facile far finta di niente, dimenticare, e soprattutto avere paura di prendersi le proprie responsabilità. Non è facile chiudere porte in faccia, solo per nascondere la verità, una verità che fa male, una verità che uccide, una verità che salva.
Sono sempre stata brava con le parole, forse più a dirle a voce che a scriverle, parola dopo parola, si creano le idee, e gli altri cominciano a credere nelle stesse, idee che non hanno fondamento però, false, solo per rendere meno pietosa questa esistenza.


La mia vita e un regalo

Testarda, Dolce, Ribelle, Sincera, Maschile, Femminile, Indifesa, Manesca, Sensibile, Leale.

Primo anno di liceo, sembra ieri che avevo 13 anni, sembra ieri che tutti i miei sogni si infrangevano sopra l'asfalto. Sembra ieri che mi hanno bocciato, che mi sono fatta la prima tinta, che ho baciato il primo ragazzo, che sono stata tradita, ferita, che ho mangiato il primo kebab, che ho bigiato, la prima protesta contro la Gelmini, le prime stronzate, gli scherzi, il the in bustina preparato con l'acqua dello scaldabagno, le interviste doppie, la libellula, la fornarina, il proprietario amico, le sberle, gli insulti pesanti, i pianti, i cuori infranti, la dieta, i vestiti dark, punk, rap, perfettini, le compagnie,la corsa,  la prima sbronza, il primo gatto obeso, la prima volta che me la sono fatta a piedi da te a casa mia perchè avevo perso il pullman, la prima volta a Milano, i pranzi con tua madre, tuo fratello alto 1m 40cm e adesso mi supera di 10 cm, i gemelli che mi assillavano di domande, tuo fratello e le tabaccate, le prime sigarette, il primo caffè, la prima canna, il primo preservativo aperto, la scoperta dell'amore, le scuole, gli studi, le scelte e i cambi, e tu, tu che mi eri accanto, tu che mi capivi.
Noi che uno sguardo vale più di mille parole, noi che la cacca si fa in giro.
Noi che accendiamo i forni nelle case degli altri e da altri, noi che terrorizziamo i pulcini.
Noi che Km e Km a piedi.
Noi che "quello ispira una cifra".
Noi che "minchia dammi il 5".
Noi che da sbronze ci faremmo anche un palo.
Noi e le serate da combattimento.
Noi e il Wellington pub.
Noi e l'Uvaviva.
Noi e il nulla.
Noi e Torino.
Noi e le birre nel bagno.
Noi e le cotolette.
Noi e il sexy shop.
Noi e il bar degli albanesi.
Noi e la diversità.
Noi e il tradimento.
Noi e la merda.
Noi e i problemi sentimentali.
Noi e la musica, il letto gonfiabile, gli ex, le palle piene, e gli insulti facili.
Noi e i 18 anni, il compleanno lo stesso giorno, ma un mese di distanza.
Noi e le risate stupide, i rutti spontanei e spaventosi.
Noi e gli sguardi schifati.
Noi così diverse da completarci.

Amsterdam e Tommaso

Ho letto e riletto i tuoi messaggi ad Amsterdam, ma non ti ho risposto. Lì c'è internet ovunque, ma io voglio darti delle risposte pensate e anche se ti ho pensata ero troppo in mood vacanza. Mi sono trovato bene nella Venezia del nord, l'albergo non era il massimo, gli asciugamani erano tutti bucati, ma almeno non c'erano scarafaggi o pulci nel materasso. Non sono andato lì per ammazzarmi di canne (non fumo), nè per andare a puttane (non ho soldi da buttare in troie e non mi interessa), sono andato a trovare un amico che studia lì da un po' di mesi. Siamo andati in sei, tre ragazzi e tre ragazze. Ci conosciamo dal liceo, non siamo "coppie", abbiamo vissuto tante cose insieme e ci vogliamo bene. Io non ho tanti amici, non sono capace di mantenere i contatti, sono piuttosto chiuso.
Andare ad Amsterdam con un amico che vive lì vuol dire vedere anche un sacco di posti in cui i turisti non sono soliti andare, vuol dire uscire insieme la sera con gente del posto, vivere un po' le loro abitudini. Ci siamo divertiti. Non c'ero mai stato.
A me non serve una donna perfetta. Mi è del tutto superflua una bambolina con la bocca a cuore se dietro l'aspetto da Barbie non ha altro che il desiderio di farsi guardare.
Non pensare che io ti prenda alla leggera perché non ti dia della "figa". Solo, non voglio sminuirti, ridurti a un aggettivo. A che serve dirti qui quanto sei bella? Se sei bella te lo dico quando sei a 20 cm da me, ti sento vicina, respiro il tuo calore e ti vedo negli occhi.
Mi piace il modo in cui mi dai delle risposte strutturate e pensate. Questo è bello. La vibrazione della tua voce se la sentissi sarebbe bella anche se non avessi una voce ma squittissi come un topo, il modo in cui schiudi le labbra per parlare, il modo in cui ti tocchi i capelli, il modo in cui frughi nella borsa per cercare chissà cosa, il suono dei tuoi passi, come ti giri e guardi dietro di te, il tuo riflesso in uno specchio, sulla maniglia di una porta… questo è bello, anche se non l'ho mai visto e sentito da te, perché è unico, ce l'hai solo tu.
Io sono una persona complessa, diffidente di natura. Ho paura di infatuarmi di qualcuno qui dentro, anche se è esattamente quello che voglio. Adesso che ti sei fatta rossa, mi fai ancora più paura di prima. Una paura buona, ma è sempre paura. Per esperienza, se inizi a raccontarti a una sconosciuta, non vai da nessuna parte. Racconti e basta e un bel giorno la sconosciuta a cui ti sei aperto si chiude, inizia a ignorarti, a dimenticarti, perché la tua faccia è solo una faccia a cui si è confidata qualche pomeriggio su una chat del cazzo popolata da poveri idioti il cui unico pensiero è portarsi la sconosciuta che piace a te in camera loro, buttarla sul letto e chiudere a chiave la porta. Una faccia che magari dentro ti ha ucciso, perché è diventata una routine parlarci insieme e quella routine inizia a mancarti, e finirai per non vedere mai.
Io non voglio opprimerti, non voglio disturbarti. E quando dico "non voglio disturbarti" non intendo "non voglio romperti le palle" intendo proprio "non voglio disturbarti in senso fisico e mentale", non voglio buttarti addosso la mia merda, le mie sovrastrutture malate sul mondo e sulle cose. Spesso esagero, mi lascio trascinare, sembro un depresso quando invece ho una vita piuttosto normale, un fratello, un cane. Quando scrivo, con poche parole non riesco a esprimermi.
Solo non voglio più sputtanare le mie insicurezze alla prima che mi fa gli occhi dolci e mi dice "ciao", se non si fida di me o se sono solo un passatempo mentre frequenta altri. Non voglio essere una seconda scelta, non voglio sentirmi dire che hai un ragazzo, che cerchi un'esperienza a due con un'altra donna o cose così.
Io ti vedrei anche in cam, se vuoi, ma non voglio darti l'idea del maniaco che vuole guardarti o di quello che ti sta troppo addosso. Io mi piaccio e per piacermi ho fatto fatica, ma non mi sento bello, non mi sento un "figo".
Non mi sento un "disperato" e non cerco "figa".
Capisco la tua ironia, anch'io ne ho molta e quando ho voglia di buttarla fuori sono spesso autoironico, ma la presa di coscienza della realtà è molto forte in certi momenti e va a periodi.
Io voglio conoscerti. Non pretendo di capirti, anche se mi piacerebbe provarci. Mi hai detto che guardi Futurama, mi hai detto che rifletti su quello che dico, e riesco quasi a immaginarti in metro mentre sorridi agli altri. In questo modo mi apri spiragli di te e della tua vita che trovo veri e sentiti, anche se di personale non ci siamo detti quasi niente. Trovo molto belli i tuoi discorsi lunghi.
Mi piacerebbe che riuscissi a capire, che capissi quanto io apprezzi i tuoi discorsi lunghi e avere di nuovo tue notizie.
Ciao rossa.
Mi chiamo Tommaso.



Ciao Tommaso.
Fa sempre piacere sentirti... Hai ragione quando dici che un giorno è probabile che quella sconosciuta alla quale ti sei abituato se ne andrà, ma starà a te cercare di non farla andare via.(sto cadendo nel banale delle frasi fatte, ma è quello che penso) le persone bisogna essere capaci di tenersele accanto e anche strette (immagino la scena di me che lego un mio amico/a alla sedia con una corda e le dico ora staremo insieme per sempre hahahhahah) sto delirando.
Come sempre mi rispondi in giorni in cui mi sento un caso disperato, se mi vedessi ora diresti "e quella che è..è scappata di casa?". Beh sarà che sono in pigiama coi capelli rossi gonfi e mossi dalla pioggia che ho preso ieri sera, sarà che sono ancora un pò intontita dall'alcol che ho bevuto, sarà la depressione della domenica che coglie tutti, no..no..no..non è la depressione. Sono io, un caso disperato attaccato ad un PC in cerca di un pò di vita. Di vita vera intendo, di conoscere gente nuova, di conoscere un pò la diversità che ci accomuna. Di credere in un'emancipazione che in realtà anche nel 2012 non esiste, e molte volte mi ritrovo a dire.. ma davvero pretendono che io mi beva la storia dell'emancipazione? Della libertà e dell'uguaglianza?!Va beh.. piccolo anfratto.
Mi ritrovo a vivere con la paura che una perchè donna non possa avere un amico maschio, perchè per foza ci deve trombare e robe del genere..
Evito di dilungarmi troppo. Evito perchè sennò non finirei ora. Non vivo di complimenti, non vivo nella mia supposta bellezza, non vivo del mio ego, anche se ammetto di essere narcisista, alle volte molto estremizzata, ma io sono così, non voglio sentirmi assillare da sei bellissima, però se non sento un complimento divento insicura e la mia piccola torre crolla, mi crolla addosso, e faccio fatica a ricostruire tutto. Mi sono sentita dire troppe volte delle cattiverie che mi hanno ferita, e nonostante io mi consideri una donna non solo con un bel sedere ma anche con un bel cervello, riesco a farmi del male ascoltando gli altri, ascoltando il mondo che mi circonda, ascoltando cose che non comprendo. Cose che non riesco a concepire, la normalità, ma essendo io Donna non mi è permesso, persino nella stramoderna Italia. Ma comunque, non sono nata proprio ieri e un pò mi informo sui vari paesi, e si sapevo che ci fossero tanti internet caffè. I Paesi Bassi , mi hanno sempre affascinato, non per le droghe, non per la libertà sessuale, ma per la loro libertà mentale, per il loro governo, le loro tradizioni.


Le parole, le parole, non sono mai abbastanza, non riuscirei mai a farne a meno, io amo i silenzi, li amo, li adoro, ma quando si parla, quando si SCRIVE, quando si LEGGE tutto è diverso , tutto è più magico, tutto è  più speciale, beh io mi sento un pò speciale. .. non ho l'ispirazione.. ti scriverò ancora dopo . Ciao Tommaso. Io sono Kim



mercoledì 7 novembre 2012

In una giornata di marzo che ridiamo spensierati

Eccomi qua, mentre il rumore del treno assorda i miei pensieri, stessa direzione da ormai 6 mesi, Torino.
Alzi lo sguardo, lentamente, sai che ti sto fissando da dietro i Rayban, eppure fai solo finta di non accorgerti di me. Quanto mi attiri, quanto mi piace l'onda del riccio dei tuoi biondi capelli, della tua fronte corrugata sui fogli dell' Università, do una sbirciata, studi archeologia o lettere antiche, e mi viene in mente che quelle cose le ho studiate anche io , durante le noiose ore di arte del 2008. Mi parte un sorriso, e fisso i tuoi occhi, ora non ricordo fossero azzurri, verdi o marroni, ma erano una tempesta di emozioni. Siamo stati sullo stesso treno per 2 ore, e per tutto questo tempo non ti ho chiesto neanche come ti chiami, volevo farlo, di solito parlo sempre, sono molto loquace e solare eppure ho un groppo in gola, come se mi avessero tagliato le corde vocali.
Dopo poco sei tu a rivolgermi la parola,a distogliermi da quel suono fastidioso, continuo a fissarti, il cuore mi batte a 3000 , quasi non riesco a risponderti, ma meno male che le mani rispondono al cervello e non alle emozioni, ti do la penna che mi chiedi, l'unica che stranamente ho deciso di mettere in borsa prima di partire,(io non ho mai una penna con me). Mi ringrazi dandomi del Lei. Divento tutta rossa, nessuno mi aveva mai dato del Lei, solo del tu, in particolare un ragazzo di 23-25 anni mai nella mia breve vita, ti spunta un sorriso sul viso, mi sento morire, quanto sei bello con quella camicia a quadri e gli occhiali, lo zaino vicino a te aperto, pieno di fogli, e libri come lo zaino di uno scolaro. All'improvviso alzi lo sguardo e mi fissi anche tu, il mondo sembra fermarsi in quell'attimo, non conta più niente, potrei smettere di vivere anche subito, di respirare (visto che di parlare non ne sono capace), di pensare. Penso che sto facendo una bella figura di merda, perchè mi hai beccato in flagrante, e sono ridiventata rossa. Mi rivolgi ancora la parola, "si PAOLO, MARCO, GIORGIO, ENRICO, MICHELE, SERGIO, MASSIMO la prossima fermata è Piacenza, si PAOLO, MARCO, GIORGIO, ENRICO, MICHELE, SERGIO, MASSIMO alla prossima fermata dovrò scendere, non ti vedrò mai più, non ti dimenticherò mai, non me lo perdonerò mai, perchè PAOLO, MARCO, GIORGIO, ENRICO, MICHELE, SERGIO, MASSIMO non mi chiedi altro, perchè non la smetti di fissarmi?, perchè non mi chiedi come mi chiamo, dove abito, perchè non te lo chiedo io, perchè mi spaventa tanto farti una domanda così semplice, perchè non ti chiedo dove studi, dove vivi , quanti anni hai". Ricomincio a fissarti e spero vivamente il tuo nome sia tra questi, e ti vedo abbracciato a me per le vie di Piacenza, in una giornata di marzo che ridiamo spensierati, fieri della vita che abbiamo davanti, del futuro ancora da vivere,che potremmo vivere...INSIEME.
Mi fissi, mi fissi e mi fissi, ti vedo sorridere, ti vedo addolcire quelle rughe sulla fronte, ti vedo esitare, anche tu vuoi farmi delle domande, ho il coraggio di chiederti ancora una cosa, "mi dai una mano a tirare giù la valigia", mi aiuti ti ringrazi con una dolcezza assurda, poi vedi la penna e me la restituisci, con una finezza che non avevo mai visto e mi ringrazi per la gentilezza, per averti dato una penna, ti vedo esitare nel ridarmela, esco dalla cabina, e ti vedo girare la testa e fissarmi fino a quando scendo e poi giù fino dal finestrino. Vorrei dirti qualcosa, vorrei gridarti che mi sono innamorata in 2 ore di una persona che neanche conosco, vorrei risalire su quel treno e assalirti di domande, riesco solo a salutarti, ad alzare quella mano, legata solo al cervello e non alle stupide emozioni. Ringrazio la mia mano, la ringrazio.
Mi scende una lacrima, ti ho perso per sempre non ti incontrerò mai più, come?dove?quando?penso a tutte le soluzioni, alzo ancora la mano verso qual treno e penso solo a quello che saremmo potuti essere o non. 

Ieri ti avrei sposato

E così se ne andò un giorno senza dirgli niente.

Questo lo disse ieri: " KIM TI SPOSEREI LO SAI VERO?".

Mi mise a sorridere al telefono, e lui come ogni uomo si aspettava una risposta, la risposta non arrivò,  infatti riattaccai subito la cornetta del telefono.
Non volevo legami non alla mia età, non ero pronta a concedermi una vita intera solo a una persona, a vivere solo per una persona;
Lui lo sapeva, a 34 anni si pensa che un pò di sale in zucca ci sia, anzi si pretende che ci sia.
Io ero disposta a  vivere solo per me stessa soprattutto ora che mi stavo ritrovando e accettando per quello che ero diventata.
"Kim ti sposerei lo sai vero?"

Questa frase mi riecheggiò per tutto il giorno in testa, cosa avrei dovuto rispondergli? "Io non ti sposerei. Non sai neanche chi sono!" Ho preferito tacere, tacere e riattaccare, tacere e immaginare come sarebbe andata se gli avessi risposto, tacere se ci fossimo dovuti  sposare, sapevo che lo avrei tradito, sapevo che non lo avrei amato, gli avrei voluto bene, ma non erano la stessa cosa bene e amore, e sapevo ancora che lui si sarebbe accontentato solo di quello. IO no!
Sono una donna incontentabile, mai veramente soddisfatta, volevo solo considerazione, solo un sorriso, una carezza, volevo essere ascoltata . Non sapevo cosa dirgli. Tacevo, perchè non avevo a chi raccontare, tacevo perchè lui diceva di amarmi, e ci credevo e tacevo, perchè poi mi accontentavo, potevo avere tutti, ma  non voleva nessuno. Neanche lui.

Kim, 3 lettere, cosa nascondevano? Lui sapeva davvero chi era lei o ne conosceva solo il nome e il sorriso?

Ieri ti avrei sposata, me lo disse così, semplicemente dopo che gli dissi tutta la verità.
Ieri ti avrei sposata, dopo che gli disse che cuore di ghiaccio avesse.
Ieri ti avrei sposata, e solo Oggi si accorse di non conoscermi affatto, di non avermi mai vista sotto quella luce, in quel modo, forse solo oggi dopo un anno si è reso conto di non avermi mai capita fino in fondo.
IERI TI AVREI SPOSATA

Red


Mi sento piena di vita, di felicità, il sole splende, sembra una giornata di primavera a Novembre...fa strano dirlo, ma è così.
Sbocciano i fiori, le galline covano e le api si nutrono di cachi.
Voglio farmi rossa, rossa di capelli, rosso fuoco.
Rosso come il sangue che mi scorre nelle vene, rosso come lo smalto sulle mie unghie, come l'inchiostro delle verifiche, come i 3 scritti in grosso che non ho ancora preso, come le labbra appena baciate, come le dita delle mani per il freddo dell'inverno. Rosso come il cielo al tramonto, rosso come i cuori che disegnano gli innamorati, rosso come la mela avvelenata di Biancaneve, rosso come il mantello del Principe azzurro, rosso come lo stop all'angolo, rosso come il vino, rosso come...Come il pomodoro che amo tanto. 
Rosso si voglio diventare rossa, rossa come la vita.



La mia vita sembra rifiorire davanti a una tua parola, a un tuo complimento, al semplice quanto insignificante: "mi dispiace non poterci vedere, ma devo studiare, un bacio ".E mi ritrovo a fissare lo schermo del PC, a non riuscire a credere a quello che sto leggendo, a quello che non credevo avresti mai potuto scrivermi. E divento rossa per la timidezza. 

Merda.



Oggi compi 34 anni, quasi non ci credo, e ripenso alla prima volta che ti ho incontrato, all'emozione di stringerti, alla voglia di vederti dopo due settimane di continue lettere.
Questo lo pensavo.
Questo caro Giovanni succedeva 1 anno fa, in un giorno di Settembre, io e te in un parcheggio dietro la scuola. Doveva essere un gioco, una settimana, un mese, non un anno.
Una scopata, una risata, una bevuta. 
Non capisco, non voglio, non credevo  ti avrei mai potuto amare e odiare allo stesso tempo, eppure è così che va, è così che continuano ad andare le cose.
Sono triste, non so come andarmene un giorno senza dirti niente, così un giorno senza farlo apposta. A dire il vero credo che andrà proprio così, scomparirò senza proferire parola, senza passare più per questa città.

Oggi hai 34 anni e io penso solo a questa sera. Dove uscirò senza di te. Mi sforzo ogni santa sera di uscire, di vederti, di poter consumare un pò di amore, ma non succede. 

Mi dici che abbiamo perso il dialogo e io ti dico che tu hai perso l'amore.

"Hai perso l'amore per me, per quello che eravamo, o l'ho perso io quando mi hai lasciato andare?
Si dice che le persone quando partono non tornano mai come quando sono partite, hanno sempre un qualcosa di diverso, e io mi ritrovo sempre più lontana da te.
Quasi come se non fossi mai tornata dai miei viaggi."

Non me ne faccio niente dei regali, delle droghe, dell'alcol...del  resto.
Voglio anche io qualcuno che mi abbracci, che per pochi attimi mi faccia sentire unica.