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sabato 24 agosto 2013

Gone but not Forgotten

Temo l' autunno, la solitudine tra quattro mura, temo l' inverno ancora piu' dell' autunno, piu' rapida l' ascesa, piu' ima e vertiginosa la caduta.. Il letto è a dieci centimetri dalle mie spalle e non riesco a decidere che è meglio morire per stanotte, piuttosto di trascinarmi malamente in fumose insonnie dal tempo che corre come un in un sogno...cit.

Mezzanotte.
Solito portone verde acqua.
Seguo il cammino, e la luce elettrica.
Un latrato in lontananza.
Russia.
Problemi con l'idioma.
Sospeso tra il ricordo e la realtà del momento.


I volti cambiano, sembrano..ma cosa dovrebbero sembrare? Sono passati più di undici anni dall'ultima volta che ho messo piede in territorio straniero.
Sembra quasi logico che le espressioni delle persone a me care siano diverse, anche se non immaginavo così distanti dalla memoria.

Inesorabile velocità.
Troppo in fretta.
Sono tranquilla.
Così beata, dopo mesi dannati.
Servita e riverita.
Una Regina, circondata solo da affetti.

*Drin*Drin*Drin.*
-"Kim, è qualcuno per te dall'Italia."
-"Ok. Arrivo subito."
-"Ciao.."
-"Ciao Giò."
-"..."

Ogni due giorni mi ha chiamato.
Raccontato di come si sia rinchiuso nel suo appartamento.
Abbandonato i suoi amici.
Tutto dopo che me ne sono andata.
Mi dice che gli manco.
Si è ripulito. 
Ha prenotato una vacanza di una settimana a Molveno.
Per due.
Mi chiede quando ritornerò.
Mi parla delle mie galline, papere, pavoni.


Io sto bene.
Anzi.
Benissimo.
LA voglia di tornare a Milano, è stata minima.
Spensierata.
Serena.
In pace con me stessa.


Il risveglio è stato brusco, come il ritorno alla  cruda quotidianità.
Alle solite bugie.
Alle solite promesse.
Alle solite pastigliette nascoste dietro al gabinetto.
Alle solite conversazioni.
Alle solite minacce.

Continuo a dire che va tutto bene. Che sono felice. Ma una domanda mi pervade dentro. Lo sono davvero?

martedì 9 luglio 2013

Forse..Forse...quando indietro non si torna..


"Scusa la sincerità. Non è proprio nel mio stile zuccherare verità e darle a dire. Una foglia cade già come tutta la mia vita."


Nostalgico 2010.
Mi ritornano alla mente canzoni di anni fa. Quasi impresse nella pelle.
Le sento ancora mie.
Come fare a dimenticare certi attimi, immortalati sulla polaroid della memoria.

Forse mi manca il liceo scientifico.
Forse mi mancano i capelli neri.
Forse mi mancano i capelli.
Forse mi mancano i kili.
Forse mi mancano quelle giornate ai parchetti.
Forse mi manca mangiare le focacce del prestinaio di paese.
Forse mi manca vivere ancora alla stregua di mia madre e dei suoi sbalzi d'umore.
Forse mi manca il mio pitbull.
Forse mi manca la Kim, che non aveva pregiudizi.
Forse mi manca la mia innocenza.
Forse mi manca avere dei problemi.
Forse mi manca rapportarmi con il quotidiano.
Forse mi manca Vincy.
Forse mi manca fingere di avere ancora 15 anni.
Forse mi mancano anche i miei 16 anni.
E Forse anche i 17.
Non i miei 18.

Esame di coscienza. Tu ne hai una?

Forse mi manca parlare con dei russi.
Forse mi manca mio fratello.
Forse mi manca essere astemia.
Forse mi manca il suono delle metrò sotto casa.
Forse mi manca giocare con le bambole.
Forse mi manca cercare le monetine in casa per comprare le goleador.
Forse mi manca l'andare in bicicletta per ore e ore sotto il sole.
Forse mi mancano le persone di colore.
Forse mi mancano i libri che leggevo.
Forse mi manca aiutare i Natali e i Capodanni nei bar.
Forse mi manca camminare con Mary.
Forse mi mancano i palazzi di cemento.

Il mio pensiero..

Vorrei vivere di parole, farmi abbracciare, avvolgere dalle lettere, da segni grafici di ogni tipo.
Non mi sono ancora scomposta, e non ho nessuna intenzione di scrivere col mio sangue per rendere più complicità alla mia passione.


Martedì 9 luglio 2013

Guardo la pala della Vortice girare incessantemente sopra di me.
Quattro pale di candido legno venato.
Ruotano in senso orario.
Sempre lo stesso letto.
Sempre lo stesso lato.

Mi sento in una spirale.
L'Inizio e la Fine.
Il Bianco e il Nero.
Il Bene e il Male.

Stiro senza sosta, svuoto l'armadio.
Sistemo tutto quello che mi lega ancora a lui.
Domani farò le valige.
Russia.
Parto.

Lui non vede l'ora che io me ne vada.
Lo sento.
Lo vedo.
Fa di tutto per rendermi le giornate amare, ma non mi importa, non mi importa di niente.

Vivo.
Respiro.
Mangio.
Riesco ancora a ridere.
Non sono più capace di restar.
Fingo sorrisi.
Così tutti ne sono soddisfatti.
Racconto bugie.

Ancora 1 giorno.
Un giorno  a Torino.
Tre giorni per la Russia.
Ritorno a casa.
Alla mia Nazione.
Alle mie Origini.
Al mio Sangue natio.

Sento i suoi passi sul pavimento di cotto.
Non mi spaventa più niente.
Sono pronta ai suoi sbalzi d'umore.
Al trovare pillole in astucci di caramelle.
Sono pronta a leggere messaggi di EX.
Sono pronta ai tradimenti.
Alle sue amiche sposate e sfacciate con cui si intrattiene.
Sono pronta a salutarlo.
Sono pronta davvero a non tornare?
Sono davvero così forte?

Full immersion nella recessione tecnologica.
Niente televisione.
Niente internet.
Niente musica.
Niente birra rossa.
Niente Droghe.
Libri.
Ottimi libri e passeggiate nei boschi che ho tanto sognato.
Rivedrò mia nonna.
Mio fratello.
Lo porterò a prendere un gelato.

O forse non vedrò l'ora di ritornare a Milano.

mercoledì 26 giugno 2013

Sbigottito

Tu non mi conosci,
 Leggi queste parole.
Le leggerai molte volte nell'arco della tua vita, quasi senza poterne fare a meno.
Non le capirai.
Veniamo da mondi diversi.
Esperienze diverse.
Epoche diverse.
Siamo come poli opposti dello stesso pianeta.
Legati e indivisibili.
MA pur sempre inavvicinabili.


Ho provato a parlarti dal vivo, la voce mi si spezza, come un bicchiere quando provi a lavarlo e sai già che sfregandolo troppo potrebbe rompersi, ma lo fai ugualmente, rischi, perchè è quell'adrenalina che ti porta a continuare, e perciò io continuo a parlare. Ma non mi capisci, come potresti.
Tra fiumi salati che solcano il mio viso, vedo un tenero sorriso, un animo innocente mi fissa, mi chiede  del latte, ma io non sono sua madre, e la mia è a duecento chilometri di distanza .
Follia.

"Spiegami cosa ti è successo questi anni.-Non c'è niente da spiegare, tu non c'eri e qualcuno ha pensato bene di prendere il tuo posto -Ma con quale faccia tosta?-Con la stessa che hai avuto tu a sparire"

Mi abbraccia.
Mi da un tenero bacio sul naso.
Mi trattengo.
Sto per scoppiare.
Sto per gridargli contro tutto il veleno che ho tenuto dentro per una decade.
Riesco solo a dirgli che, permettendo, io non lo conoscevo, e lui non conosceva me, non sappiamo chi siamo.
Ed è inutile insistere.

Mi guardi sbigottito.
Non ti aspettavi tale spavalderia dalle mie labbra.

Sono cresciuta.
Senza te.
E nonostante siano 2 anni che ci parliamo, non sembra essere cambiato niente nella  mia vita.

Ricordati di noi..





Ti ricordi quelle corse con il cuore in gola 

Quando ti aspettavo all'uscita dalla scuola 
Quando tutto ci sembrava non potesse mai finire... 


Ti ricordi quando coricati sotto il sole 
Quando un bacio interrompeva tutte le parole 

Quando noi dall'alto uniti guardavamo il cielo 


Non sapevamo che a volte 
il destino decide per noi 

Io non mi dimentico 
dei sogni irraggiungibili 
Degli attimi lunghissimi 
a superare il vento 


Io non ti dimentico 
perciò non farlo neanche tu 
ricordati dovunque sei 
ricordami... ricordati di noi... 



Ogni tanto passo ancora sotto casa tua 

E quando penso che il destino ti ha portata via 
Il dolore spinge fuori le mie lacrime... credimi 


Che mi manchi tanto adesso oggi come allora 

Dimmi che non senti che l'anima tua vola 
Ti respiro e tu mi sfiori impercettibile 

Non lo sapeva il destino 
che noi siamo più forti di lui 

Io non mi dimentico 
dei sogni irraggiungibili 
Degli attimi lunghissimi 
a superare il vento 

Io non ti dimentico 
perciò non farlo neanche tu 
ricordati dovunque sei 
ricordami... ricordati di noi... 

...na na na... 



sabato 22 giugno 2013

...Pensavo




Giorni a Torino con Giò.
Incazzature.
Un italiano in casa di Russi.
Un mondo nuovo.
Un viaggio in Russia a Luglio.
Un uomo che non so di voler amare.

martedì 18 giugno 2013

Almeno credo di no

"Nel momento in cui hai determinato che cosa vuoi, hai preso la decisione più importante della tua vita."
Douglas Lurtan



Mi viene solo da dire..Ma tua mamma?.
Solo che è un pò troppo infantile e non insisto.
Donna razzista.

Ci mettiamo le mani addosso.
Vince il più forte.

Gioco a rugby, scopro la bellezza del terzo tempo.

Discorsi sensati. Ci siamo lasciati. Ci lasciamo. Ci riprendiamo. Come degli elastici.
Si riprende il telefono che mi ha regalato.
Non regalarmi più niente.

Rompo il pc.
Uso il suo.
Ho chiuso definitivamente con LUI.
Non ci vediamo più.
Non ci siamo salutati.

Vivo bene lo stesso.

28 persone su 100000 muoiono di polmonite in Europa ogni anno. Io no.

Dovrei andare alle terme. Non ci andiamo. Almeno credo di no.