Powered By Blogger

mercoledì 9 gennaio 2013

Queste rimangono solo lettere, scritte in fila e salvate su un computer, potrebbero essere le ultime, come solo l'inizio di una lunga serie.

Sento una lacrima scendermi lenta sul viso, è un' ora che piango e grido, non ho più voce, non è ho più la forza. Ma la forza per cosa poi? Per vivere, per continuare a scrivere, per raccontare una verità che lui offuscherà sempre, una verità a cui crederanno perchè è di buona famiglia lui e io no?

"NON VALI NIENTE"

Leggo il messaggio come se potesse esserci scritto qualcosa di altro..la realtà è così evidente..chi ha i soldi comanda, e gli altri, poveri disgraziati, devono sottostarli. Mi sento rinfacciare quello che la vita mi ha dato, e mi ha fatto passare fino ad oggi, quel poco che gli ho raccontato, me lo sento sbattere in faccia, come se fosse stata colpa mia, come se lo avessi deciso io di vivere determinate cose. Ma per lui è normale, certe cose devono essere normali, ed è anche impossibile offendersi.

"Ah si, bella cavallona, si continua così, si si, lo so che ti piace, sai le ho leccato le tette alla Gina, e poi la Rita me lo ha succhiato ben bene, fino all'ultima goccia"

Una sentendo queste cose credo che normalmente si debba anche offendere, invece di ricevere insulti di ogni genere..

Mi sento così sola. La porta è lì, è aperta, posso andarmene, nessuno mi trattiene, lui non è in casa è andato a prendere la roba, e io..io ho qua i suoi soldi, le sue chiavi, i suoi documenti, posso andarmene via subito, prima che torni, ma poi ci penso e mi dico, andarmene dove? Oggi è il 26 di dicembre, mia madre non mi risponde al telefono, e io non ho la forza per prendere e tornare a casa. Alla vita di prima, quasi penso dentro di me, possa essere peggio di adesso. 

Mi ha dato della TROIA, perchè gli ho detto che è un coglione, e che io non la faccio la balia per lui, che è un falso e che dovrebbe guardarsi allo specchio. Mi rida della troia, gli metto le mani addosso, non si deve permettere, perchè io non gli ho mancato di rispetto, ho detto solo la verità.

Mi minaccia, mi dice che mi metterà le mani addosso, ma non sa che cosa lo trattiene, Mi dice che mi sbatterà fuori di casa, che mi rovinerà la vita, che mi sputtanerà a tutti, e farà vedere lui ,,
Mi chiama, mi dice che ha parlato con mia madre, mi dice che le ha spiegato come stanno le cose, che sono già d'accordo e che io  tornerò a casa. 

Oh no che non tornerò a casa.

Il telefono ha smesso di vibrare, prego che tutto finisca, oggi, domani, tra 2 minuti, voglio che tutto finisca, voglio trovare un posto dove le cose non sono così cattive come si pensa, dove anche io, posso avere una vita normale. Dove io possa smettere di addormentarmi  piangendo.

Immagino smesso una morte da telegiornale, con tutti che mi leccano il culo davanti alla telecamera, coi compagni di classe affranti che piangono e il banco a scuola pieno di pensieri, e io lì, che rido in una foto, pensando a come si è falsi nella vita.
Penso a mia madre bella lì, che dirà che mi ha amato, che racconterà il nostro bellissimo rapporto, che non abbiamo mai avuto, penso agli amici, che fingeranno lacrimoni da orchi, penso a mio padre, che povero non mi ha vista per 17 anni della sua vita, quattro visite non credo che gli possano far mancare la presenza di una figlia e infine penso che mi dispiacerebbe solo per una persona, LEI che c'è sempre stata, lei che mi ha sempre ascoltato e mai giudicato, lei che è l'unica che avrei dovuto ascoltare. Ma anche lei sa poco, troppo poco di quello che non voglio raccontare. Queste rimangono solo lettere, scritte in fila e salvate su un computer, potrebbero essere le ultime, come solo l'inizio di una lunga serie.

A scuola abbiamo imparato che questa si chiama violenza psicologica sulle donne..ora capisco che è una realtà che ci tocca da vicino. E non so perchè il mio destino ha deciso di essere così amaro e crudele con me.

Ho paura.

giovedì 20 dicembre 2012

Ci credi nell'amore a prima vista?NO

Perchè mi sta salendo quest'ansia, sul cosa mettermi questa sera per uscire con te [Molly]?
Caspiterina continuo a rovistare nell'armadio, senza sosta, come se potessero apparire nuovi abiti, come se non ce ne fossero già abbastanza.
Jeans? Nah, mi si vedrebbero troppo le gambe grosse, maglietta scollata e leggins? Nah, troppo indecente, Vestitino bianco? Nero, blu, leopardato?
Penso al trucco, penso ai capelli che neanche dopo il taglio e piega dal parrucchiere stanno apposto, penso alle unghie, se colorarle o meno, penso che mi sto facendo un sacco di paranoie, perchè mi hai visto struccata e in pigiama e non ti sei messo a ridere, anzi .

Ore 23.30 Lunedì

‎"I want to love you, but I better not touch (Don't touch) 
I want to hold you but my senses tell me to stop 
I want to kiss you but I want it too much (Too much) 
I want to taste you but your lips are venomous poison
I hear you calling and it's needles and pins (And pins) 
I want to hurt you just to hear you screaming my name 
Don't want to touch you but you're under my skin (Deep in) 
I want to kiss you but your lips are venomous poison 
You're poison runnin'thru my veins..."
Poison - Alice Cooper


Mi stendo sul divano, dove finalmente posso riposare le mie membra.
La serata è stata lunga, ma molto piacevole, e passare del tempo con la Wigorsol, e la sua famiglia è il massimo dopo molti mesi.

ore 22.22 giovedì

Non ci sentiamo più da 2 giorni. Molly sei stato un coglione come gli altri, e io stupida a crederti, eppure io ci speravo un pò.

venerdì 14 dicembre 2012

"Ho incontrato il tuo sorriso dolce con questa neve bianca e adesso mi sconvolge. La neve cade e cade pure il mondo anche se non è freddo, adesso è quello che sento. E ricordati, ricordami: tutto questo coraggio non è neve e non si scioglie mai neanche se deve. Cose che spesso si dicono improvvisando: se mi innamorassi davvero saresti solo tu, l'ultima la notte al mondo la passerei con te."

Pulizia fatta!Niente più Tommaso, niente più LUI, niente più L'Altro. Rimane solo Giò.


Molly, sei entrato con  prepotenza nella mia vita, nella mia quotidianità, scandendo le mie notti con lunghe video-chiamate e risate silenziose. La tua voce , le mie parole. Perchè mi chiedo, ci mancavi solo tu ad incasinarmi...

Ore 23.00 Mercoledì

Esco in fretta e furia, compro le Winston, mi copro il collo dal vento gelido dì questa fredda e cupa notte di Dicembre. Ci troviamo a metà strada, scruto l'orizzonte in cerca della tua figura...vedo un'ombra delinearsi, pian piano, e ad ogni passo farsi sempre più chiara, il tuo prepotente metro e novanta, le tue spalle larghe, il tuo candore, i tuoi occhiali e gli specchi che vi nascondi dietro. Ci salutiamo, un pò imbarazzati, da un incontro non premeditato, un pò imbarazzati dal non sapere cosa dirsi, e dai sorrisi sciocchi che si sono andati a creare. Ci sediamo su una panchina, mi versi un bicchiere di Menabrea, sorrido soddisfatta, "Cheers", mio caro Molly, "Cheers" alla tua, alla mia, alla nostra, al tuo cuore, al nostro incontro, a quel che sarà.
Ci raccontiamo quattro stronzate, ci presentiamo al meglio, come a voler lasciare a casa, o quanto meno nascondere la merda nell'armadio,  chiuderla a chiave, così da essere sicuri che rimanga al sicuro lontana da noi, lontana da sguardi indiscreti.
Andiamo avanti per ore, senza renderci conto dello scorrere incessante dei minuti.
 "Allora avete intenzione di smettere di rompere i coglioni voi due? Sono le 2 di notte cazzo!"queste le grida della vecchia con by-pass. Queste le nostre risate, questo un tuo abbraccio, questo un tuo dolce sorriso, questa una tua carezza, un bacio sulla fronte. Questo l'amore che ti vorrei dare, questo l'amore che non so più trovare.


Ore 2.45 Giovedì

Ciao belè..certo che sei proprio un tipino te, e hai un caratterino..ma sappi che mi piace mi piace MI PIACI.

Leggerti è stato bello, leggere le nostre conversazioni mi fa anche strano, come se potessimo davvero amarci, condividerci, dimezzare i nostri cuori e scambiarceli come pegno di un qualcosa che necessita i suoi tempi, che necessita rispetto, cura, astinenza. Ci capiamo al volo, basta una semplice frase che tu la continui e cogli subito il senso della mia esistenza. Non sarai mai come Tommy, lui era speciale, mi leggeva dentro, ma tu è meglio che non mi legga dentro, che rimanga nel tuo analfabetismo momentaneo.

martedì 4 dicembre 2012

I want a Kitty!..Perchè voglio pensare a quanto sia bello essere innamorati?



Finisco di mangiare i finocchi, mi alzo da tavola, dico che sono stanca e mi fa male la testa, in realtà voglio solo uscire dalla cucina, voglio solo distogliere lo sguardo da quelle persone, e da quel cane. Io non amo i cani, e il fatto che lui ronzi attorno al tavolo mi infastidisce, il fatto che lui su quel tavolo ci salga mi disgusta.

Gli e lo dico tutti i giorni, "Giovanni, basta, non ce la faccio più, smettila di far salire il cane sulla sedia, non mi piace che stia a tavola con noi, che mi fissi mentre mangio. Smettetela di dargli da mangiare tutte quelle schifezze, ha il suo cibo, gli fanno male il salame, le noci, il formaggio, e poi domandati perchè gli date le medicine e non gli passa", ma le mie sono solo inutili lamentele, che finiscono nel vuoto. Inascoltate.
Voglio un gatto, voglio un pò di compagnia, dice che non è possibile, perchè c'è il cane, perchè a lui non piacciono. E tutti i  miei tentativi di avere qualcuno a farmi compagnia svaniscono nel nulla. Tutti i miei tentativi dal sottrarmi dalla mia solitudine se ne vanno per i cazzi loro.
Penso al mio Loco, al mio tenero e rossiccio gattone, dal passo felpato, dalla spiccata agilità e golosità verso i croccantini della Whiskas confezione viola. Ripenso a quando mi dormiva accanto alla testa, a quando mi faceva compagnia mentre studiavo salendomi sopra le ginocchia e sopra i libri che vi appoggiavo, a quando mi accompagnava alla porta  con un miagolio quasi a dirmi: "Buona giornata padroncina e torna presto che ho voglia di essere coccolato"

"Giò, ma cos'hai? Sembri depresso" - "Te ne accorgi solo adesso?"

Mi viene da ridere, non ci posso credere, mi dica di essere depresso! E io? Io che sto a sopportare tutte le sue menate? Che non ce la faccio più a stare con lui, che sono stanca di svegliarmi la mattina accanto alla sua figura, accanto alle sueurla, accanto al suo cane che ci sveglia, con suo padre tutte le mattine alle 6.
Stanca che lui non mi rivolga la parola, che non mi rivolga un sorriso, che non mi dica di uscire fuori a fare una passeggiata, a berci un succo, a mangiare una crepe. Perchè voglio pensare a quanto sia bello essere innamorati, perchè tento inutilmente di fare questo e quell'altro, perchè sorrido anche quando non dovrei, se poi ricevo solo merda! 

Penso ad oggi, a come è andata a scuola, a quello che mi ha detto la professoressa di italiano:
"Cos'hai cara? Ti vedo stanca, c'è qualcosa che ti turba? Non ti vedo al 100%, e mi dispiace non poterti dare il solito voto, perchè tu sei una ragazza da otto e oltre, e darti questo sette mi sembra brutto, perchè io con te voglio osare" - " Beh sa prof, ultimamente non sto troppo bene, e...[tutto quello che potrei dirle] niente non so, tutto qua, la mia salute non tende a migliorare" - "Dai allora riprenditi presto, che ti rivoglio bella carica per la prossima volta"




Credo di vivere per collezionare trofei amorosi, per collezionare uomini, e toglierli dalla LISTA dei nomi.
Della serie: "Mi sono fatta Carlo, alto moro, occhi neri, fisico curato, di Milano con poco cervello e tanti soldi", premetto che questo Carlo io non l'ho ancora incontrato e questo era solo un esempio, ma credo che renda l'idea. MENO UNO alla fine.

Se penso a tutti i ragazzi con cui sono uscita mi viene il capogiro, Andrea, Damiano, Marco, Luca, Lorenzo, Simone, Francesco, Erber, Maurizio, Vincenzo, Mirko, Massimo, Giacomo, Edoardo, Mario, Gianpiero, Giuseppe, Matteo, Peo, Giovanni, Stefano, Paolo, Davide, Amerigo, Michael, [quelli di cui non mi ricordo il nome] poi penso a tutti quelli che ogni giorno mi chiedono di uscire, come se io avessi scritto in fronte "Casa di Appuntamenti", come se avessi una sacca in cui conservo la polverina magica con cui spargermi le ali, per poi riversare l'amore che Cupido ha smesso di dare.
"Hey Cupido, io non sono pagata per fare questo lavoro, è il tuo lavoro, e smettila di scoccarmi addosso tutte le tue frecce, e piuttosto cerca di scoccare addosso a qualcun altro la mia di freccia!!!"

Penso che la fine sia vicina, e ne sono quasi rasserenata, quasi pronta a riprendermi la mia vita in mano.
Questa sera, gli ho fatto una semplice domanda, "Giò ma io come mi chiamo? " - "Beh ti chiami Kim ... " mi disse sorridendomi, e io "Kim e come"- "Kim e ...."- "Qual è il mio secondo nome?"- "Ma dai Kim non cominciare con queste stupidagini, che a nessuno interessano, è solo un nome" - "Si ma è il mio, e se non sai neanche come mi chiamo a questo punto non so neanche perchè stiamo assieme"

venerdì 30 novembre 2012

Mi sento così triste ultimamente!!!!!

Ho preso in fretta i miei 4 stracci.
Li ho ficcati in uno zaino, presa dalla foga, dalla rabbia.
Ho preso 2 libri che mi sarebbero serviti domani.
[corri. scappa, vattene]
Prendo su tutto ciò che potrebbe servirmi, una sciarpa, un paio di calze, la spazzola, il deodorante, i fazzoletti, prendo l'MP3, le cuffie, il caricabatteria del cellulare, sono pronta, ho su i jeans grigi, la felpa degli indignati, il giubbotto è sul letto, le scarpe ai piedi, sto per uscire dalla porta, non ci sono le chiavi.
[dove sono le mie chiavi. Perché le presta sempre ai suoi amici? Perché non sono mai in questa casa quando servono??????]
Mi assale il panico, non riesco più a respirare, mi ritrovo ancora qua chiusa in questo CUBO, oggi c'è anche sciopero quindi col cazzo che posso prendere il treno, le chiavi dell'altra casa non ci sono, dove posso stare? tutti quelli che conosco abitano troppo lontano!!!Mi svesto con astio, con l'odio più profondo che racchiudo dentro di me!!!!Piango, fuori piove, e di sicuro non mi metto a dormire come i barboni per strada, piango, piango perchè se le cose andassero diversamente non dipenderei da lui, perchè non mi farei trattare così, perchè la mia amica me lo aveva detto di lasciarlo, perchè " prima Kim eri felice, riprendi in mano la tua vita, se non per te, fallo per me, fallo perchè mi vuoi bene" e queste parole mi fanno male.
Cosa posso fare adesso, chi posso chiamare, mando un messaggio a uno dei tanti lui, e mi dice che ora non ha tempo, che ci "aggiorneremo" noi, come a dire, che cazzo me ne frega a me di te, tante belle parole, per poi, ora che sto morendo che mi dici? Che non hai tempo..FANCULO!!!!!
Giò è tornato, sono andata in bagno, col mio Pc, le mie cuffie, e la voglia di ucciderlo, come se questo sia un comportamento normale, non sono mai stata trattata così male, mai, neanche Vincy aveva mai esagerato così tanto, e mi chiedo ancora in quale vicolo stia finendo, perchè non sono da Tommaso ora, perchè non sono andata oltre al mio egoismo, perchè non riesco a vivere in pace? Mi alzo lentamente, mi fa male la testa, è tutto oggi che non sto bene, è tutta settimana che sono malata, è solo un giorno in più sulla terra mi dico.
Mi sento così triste ultimamente!!!!! 
Mi sento così sola, così incompresa, così inutile, così indecisa sul cosa fare, sul come farlo e sul quando. Sento che i pezzi del mio puzzle non andranno mai al loro posto, neanche a volerlo ricomprare nuovo..neanche allora!!!
Mi sento sempre più piccola, persino dal mio metro e ottanta, mi sento così indifesa.

Si ferma la musica, lo sento russare, e mi sollevo un pò di morale, almeno non lo dovrò più sentire, sono distrutta, il mio piccolo mondo è crollato, non l''ho retto più sulle spalle, e sto sprofondando in un pianto interminabile, come la sua bellezza, le lacrime ricordano la pioggia, e tutti nasciamo gridando e piangendo,  tutti nasciamo dal pianto e dalle grida di una madre, dal suo dolore, ce lo portiamo dentro, ogni donna se lo porta dentro, come se la propria vita sia stata segnata fin da quel semplice pianto, da  quel fragile momento. ma a me nessuno lo ha detto in anticipo, e perchè?
Ascolto le dolci note di "il favoloso mondo di Ameliè " e la tristezza e semplicità di quelle note sembra rispecchiare la nullità e il vuoto che sento dentro, un profondità difficile da scavalcare o scalare.

There's something left to find ♥



Io ho paura e più ho paura di te più sento di volerti con me. Sento di voler respirare la vita che fai per rendermi conto che in realtà la mia è una passeggiata, una prestazione da bambino inconsapevole, un lamento contro un male non così cattivo come il tuo. Io vedo in te un cuore denso di cose buone e non meriti questa oppressione, questo peso addosso. Non meriti di essere infelice e di sfogarti contro te stessa nel modo in cui lo fai. Il tuo modo autodistruttivo di bere, di volerti ubriacare per non soffrire quando non hai una cuffia in testa e delle note musicali non ti cullano nel letto prima di andare a dormire. Non voglio sentirti usata nel cubo di casa in cui un delinquente ti ha rinchiusa. Non voglio sentire i tuoi lamenti e non voglio sentirti dire che soffri per lui perché da quello che scrivi lui non può capirti in questo momento della tua vita. Mi meraviglio della tua apparente intelligenza se immagino quanto tempo ti abbia costretto ai suoi giochi con un giogo al collo da cui tu non ti liberi perché l'hai reso un maestro di vita, colui che ti ha formata, magari resa donna. Vorrei portarti via da lui, dal ricordo di Vincy, da LUI (chi è LUI?), perché io non ce la faccio a scoppiarti dentro con le mie parole e a ricevere il male che ti danno come un calcio nei coglioni. Sarei un bambino se volessi pretenderti come un giocattolo mentale alla stregua di un cruciverba senza schema, e rischio anche di sentirmi un coglione se penso di volerti come una donna quando tu vivi con un uomo che ha il doppio dei miei anni e, almeno anagraficamente, è più uomo di me. Pretendo tu sia consapevole del fatto che mi danneggia in modo pesante vederti star male, saperti consolata da tanti uomini indefiniti, sentirti oltraggiata dalle mani e dai pensieri farciti d'orrore di questi artigli che ti mettono addosso. Ho intravisto migliaia di foto tue e non le guardo. Il solo pensiero di guardarle mi avvelena perché tanti le guardano con la bava alla bocca. Tanti ti guardano e sognano di averti con lo stesso gusto con cui un ventenne medio fa un lavoro di merda sottopagato solo per aggiungere un'altra tacca al curriculum. Io non ho bisogno di una tacca in più. Io ho bisogno della difficoltà di cui sei imbevuta come una spugna per espugnarla e regalarti un momento in cui ti senti felice davvero di avermi accanto, ma quando mi sembra che ti avvicini ai miei bisogni poi di colpo ti allontani e mi dai del "freddo". Io sono freddo cazzo, sì. Sono un povero introverso e da sempre la mia timidezza è vista da chi non mi conosce come una minaccia, una chiusura, un male, una povertà. Essere timidi equivale a essere messo da parte, perché sembri sempre gelato nello stesso catatonico umore, laconico nella tua assenza di partecipazione alla vita quando la gente ti vede solo come un passante interessante fuori dal mondo e dalle cose comuni. Ma io partecipo eccome, a mio modo, e quando voglio vincere ci metto anche le viscere sul piatto dove il tuo moroso tira la sua schifosa bamba. Allora quando mi vedrai davvero dentro, saprai quello che ho davvero dentro: del sangue come tutti, della poltiglia rossa, la stessa che ha un cinghiale quando lo macelli e fa svenire uno studente di medicina alla prima autopsia perché ha paura dello stesso sangue che ha in corpo e di cui si macchia le mani ogni giorno e spesso fuori dal tavolo operatorio.
Io non ho dieci anni e anche se ne avessi dieci saprei vedere più di altri quello che altri non vedono. Saprei vedere più di un trentenne, di un quarantenne, di un cinquantenne che dice di capirmi ma sbaglia perché non è mai stato come me neanche a dieci anni. Non è presunzione, lo senti e basta se è così. E lo senti perché hai vissuto cose, perché hai un cuore che pulsa delle stesse emozioni di cui ognuno ha bisogno ma hai mancato bisogni di cui tutti hanno la pancia piena e tu no perché non sei riuscito ad appagarli mai. Perché ti hanno osteggiato, perché ti hanno deriso, perché ti hanno fatto pesare la tua timidezza, la tua introversione, l'orgoglio di essere te stesso e non una marionetta in mano al vento degli altri che vuole scoparti anche il carattere. Io non vado dove vai tu, io non sniffo la tua merda e anche se ti amassi non pretenderei mai di essere come te perché non è così, mai, con nessuno. Perché ognuno è l'individualità che si è montato addosso da solo e troppi non hanno avuto il coraggio di non prenderla già montata, precostituita sulla pelle della massa a pecora di cui non ho voglia di fare parte. Non sono mai stato sociale. Al calcetto ho sempre preferito leggere e ho iniziato a fare il dj, il fonico, a comporre musica per esternare quello che a parole non sono mai riuscito a dimostrare. Perché ognuno vuole una dimostrazione da te, devi sempre dimostrare qualcosa a qualcuno; la vita funziona così, il lavoro te lo prendi così, gli amici te li conquisti così, una donna te la conquisti così, non puoi farlo in altro modo se vuoi sopravvivere. Ma a me fa male, perché me ne starei sulla scrivania a rileggere Cyrano tutto il giorno e il resto vada a farsi fottere. Però non si può fare, perché ho bisogno di mangiare per vivere e di avere dei soldi in mano per farlo. Ho bisogno di avere i miei sogni: di sognare una donna che mi ami, di sognare qualcuno che mi comprenda, di sognare qualcuno che si fidi di me e mi dia le occasioni su cui una giovane vita si costruisce, le opportunità di avere un futuro di cui la vecchia generazione non si preoccupa perché lo ha già. Perché allora c'era il boom economico, era un'altra cosa. Perché erano gli anni '60, perché la gente andava in piazza e ci credeva sul serio. Perché ci si fidava della politica, perché la Democrazia Cristiana era qualcosa di serio. 
Sono freddo, sì. Sono freddo perché se ti chiamassi al telefono non riuscirei mai a parole a farti un discorso come questo perché a voce mi si strozza tutto dentro, perché faccio fatica a parlare, a dare un esame orale a scuola, a intervenire in una conversazione senza uscirmene con una voce fessa da adolescente imbranato, a sfidare l'arroganza di chi mi passa davanti non perché è più intelligente ma perché ha un'eloquenza sfacciata di cui io sono sprovvisto. La mia eloquenza è nelle mani quando scrivono, sì, ma in realtà c'è sempre, anche quando ascolto senza parlare, quando assimilo i pensieri degli altri e ne elaboro di miei.
Io ho fatto lavori a 23 anni che trentenni, quarantenni nel mio stesso mestiere hanno sognato tutta la vita e non sono mai riusciti a realizzare nemmeno una volta. Dovrei esserne orgoglioso, ma non basta. Non mi basta. Non ho nemmeno capito quanti anni hai, cosa studi, che cosa rappresentano le tue confessioni. Cosa sono io? Un prete? No, non sono un prete. Perché secondo te non ho voglia di tenerti la mano, di darti un bacio e sentire se sai di alcool o l'alcool lo bruci in quello che mi dici? Io ho senso dell'umorismo anche se non riesco a fartelo intravedere. Io sono amato dai miei amici, mi vogliono bene, mi cercano. Chi non mi cerca io non lo lascio lì a sperare di ritrovarmi di nuovo: io lo chiudo fuori. Per questo dei 3000 e passa iscritti alla mia pagina e degli altri 300 amici sul mio profilo privato, dei messaggi che ricevo da indiani sconosciuti, da gente mai vista, i miei amici veri, quelli che frequento spesso, con cui mi diverto di più perché so di potere contare su di loro, sono sempre gli stessi: Riccardo, Chiara, Marco, Alessia. Perché sono veri. Perché Riccardo c'è sempre. Perché Chiara quando mi sono operato alla retina c'era. Marco mi difendeva quando i bulletti mi prendevano di mira e io lo aiutavo a sentirsi un uomo quando stava male perché tutti avevano la barba e lui nemmeno un pelo.
Tu dov'eri quando io ho quasi perso un testicolo per una torsione testicolare e mi hanno operato d'urgenza? Dicono che sia un dolore simile al parto, non lo so, ma mi ricordo che stavo malissimo.
Vuoi fare l'amica, vuoi entrare nella mia vita e mi fai entrare nella tua vita, sì, ma questo ha un prezzo su di me, su di te, sui tuoi amanti. 
Sei l'ultima arrivata e vuoi impormi le tue basi schizofreniche su cui tratteggiare appunti sul tuo quadro psichico. Io non sono il tuo psicologo, il tuo psichiatra e non mi interessa neanche fare finta di essere il tuo ginecologo per avere il privilegio un giorno di leccarti la figa. 
Ti ho detto fin troppo bene cosa mi aspetto da te. Io non sono facile e non sono perfetto. Potrei solo dirti "ti porto di qui, ti porto di là" per alleggerirmi i pesi che mi porto addosso, per sfogarmi su una matta che si dimostra aperta e disponibile, ma non è solo uno sfogo e tu sei troppo furba per essere una pazza malata a cui offrire la mia solitudine perché in questo momento non riesco ad offrirla ad un'altra. Se te la offro vuol dire solo una cosa: voglio crederci. 
Ti scrivo qui e non ti scriverò più su quel sito dove tutti cercano qualcosa, perché io quello che cerco lo trovo nella tua passione con cui mi dici tutto e non voglio più trovarlo con l'impersonalità "fredda" dell'estraneo "freddo" che non ti scalda come vorresti. Per cui ti scriverò qui. E lo farò sempre così con lunghi scambi, se la mia spontaneità di parlarti come se fossimo uno davanti all'altro, botta e risposta sintetici e scarni, ti fa così gelare e non ti sembra bello.
Ciao Kim


Ciao Tommaso. Non è questo che voglio, 
non voglio che tu sia il mio prete non voglio che tu sia mio amico,
e sinceramente non voglio ..ti scrivo domani, ora non riesco a sistemare le parole..



Ciao Tommaso.
Eccomi qua.
Il non aver dormito affatto mi rende alquanto irascibile, solo che non riesco a dormire in questo cupo pomeriggio. Ieri è stata davvero una bella serata,mi sono divertita con 2 tipe a parlare, e sinceramente non me lo sarei mai aspettata di avere così tante cose in comune con loro. Ho mangiato molto bene, e tanto per introdurti un pò alla mia serata, ho mangiato antipasto di nduja e platani fritti, un primo di tagliatelle con ragù di verza e salsiccia (io non la digerisco la salsiccia così come il pesto), e poi costine con salsa barbecue fatta in casa ( io non amo le costine), e un'insalata di lattuga carotine e mela rossa.(guarda il caso proprio rossa ahah). Ho bevuto un pò.. tanto. 3 birre doppio malto,una bottiglia di rosso e in 3 abbiamo fatto fuori 2 bottiglie di angustura. Penso di non aver mai apprezzato così tanto il rum come ieri sera. Poi per finire in bellezza una torta tipo cremino con biscotto al cioccolato e i bignè alla crema. Ho riso tanto, so solo questo che ho riso riso riso..riso per dimenticare. Sono tornata a casa poi, con Giò, con la bianca e con la vista dell'alba all'orizzonte. Mi sono messa a letto alle 8.17 mi sono svegliata alle 10.45, e ora sono qua..senza sapere che scriverti, senza potermi o volermi difendere, scusare.per me puoi pensare quello che vuoi, puoi dire che non vuoi essere mio amico, prete, amante, che vuoi l'esclusiva. Dubiti della mia intelligenza, quasi a volermi compatire, come se io ti avessi chiesto di essere compatita. Ti sbagli Tommaso, nessuno mi ha rinchiusa ORA in nessun cubo. Sono io che rimango, sono io che ostento ancora, solo io, e LUI è lui..lui che tu non puoi comprendere,lui che volevo fosse solo un'amicizia, lui che non mi aspettavo sarebbe andata oltre, lui che ora vorrei tornassimo come prima a vederci 2 volte a settimana berci 2 birre farci 4 risate e riprendere il treno delle 00.24 come ogni mercoledì o sabato. Lui che adesso non lo farà più..e lui non è Giò.

Mi ha detto che mi ama, che sono l'unica donna che al momento vorrebbe accanto a se, ma io non gli credo, e mi chiede se per me sia lo stesso, se io provi lo stesso, gli ho risposto che anche per me è lo stesso, ma non è vero, non pensavo a lui mentre mi abbracciava, mentre mi baciava. E non vedevo l'ora che finisse tutto. Non pensare male, non mi faccio usare, sono io che uso, io che incomincio e io che mi stanco prima di aver concluso.
Vorrei scriverti, vorrei trovare l'ispirazione, vorrei avere delle risposte alle tue domande, ma sono le risposte che anche io sto cercando... Chi è LUI? Mi domando davvero chi sia , che cosa significhi per me. Vorrei che tu vivessi almeno un giorno della mia vita, che la vedessi da fuori, che ci respirassi un pò dentro, per vedere se davvero sono io che ho qualcosa che non va, o se anche altri prenderebbero le mie stesse decisioni.
Cosa me ne faccio di un cuore buono, se poi mi fottono l'anima.
Giò non può capirmi, sarà che lui ha sempre avuto tutto alla portata di mano, sarà l'età, e sarà che io non ho intenzione di parlargli.
Alle volte penso che sappia solo come io mi chiamo, e non chi sono davvero, Che non conosca la mia risata stupida, la mia faccia incazzata, il mio fiore preferito, il mio colore preferito, il mio cibo preferito, non so neanche se lui sappia davvero cosa io non mangi e cosa mangi. Non sa che amo passeggiare per ore nei "BOSCHETTI" di Milano, che amo stare ore a sentire il fiume che scorre lento, e si infrange sui massi, che trascina tronchi d'albero.
Vorrei sentirmi anche io come quell'albero, trasportato dalla corrente, fredda, gelida, crudele.
Alle volte sogno di lasciarmi andare giù da un ponte, finire in acqua, non opporre resistenza, non nuotare, impedire all'istinto di sopravvivenza di reagire. Vedere dove potrei arrivare e dove mi potrei fermare. Ma non lo faccio. Vorrei, non mi spaventa, non ho niente da perdere.

 Mi vuoi come donna, ma non mi conosci neanche, cosa sai davvero di me? Ho così tanti problemi caratteriali che se tuo padre dovesse analizzarmi mi riempirebbe di ansiolitici. Ma questa è un'altra storia, questo è un altro film, che io non conosco e che non voglio visionare. Amici, amici, amici. Io ne ho solo una di vera, sincera sempre presente, che non mi viene a trovare alle 7 di sera solo perchè il moroso l'ha piantata in asso per andare a Milano e ritornerà chissà quando. Ne ho solo una, LEI, e la conosco dal liceo. Semplice conciso. Ma io non sono fatta per avere amici, compagnie, io sono fatta per la solitudine. Per stare sola, per la riflessione. 

Ciao Tommaso. Oggi va così.

martedì 27 novembre 2012

La mia canzone.



Piccola

Vivi giorno per giorno
cerchi di soddisfare le tue voglie prima che
ti consumino

I colori sono più brillanti
il mondo ti può eccitare
quando sei sotto il suo incantesimo
Puoi dire
con assoluta consapevolezza
che la vita senza questo sarebbe un inferno

E il tempo ti sta scivolando tra le mani
senza lasciare il segno su nessuno momento della tua vita
Quando ti rassegni ad essere intorpidito
la paura scompare
e tutto sembra chiaro

Quando il vuoto è sopra di te
ti riempie come un palloncino
e fluttui
in alto sopra il mondo reale
e pensi a quando
eri solo una ragazzina

Dove andresti piccola?
Cosa potresti fare?
Non hai sentito piccola?
L'unica cosa certa è l'incertezza

Puoi sentire la fame dentro te
ma il desiderio non ti guiderà più in avanti
sprofondi tra le assi del pavimento
dove i ratti mangiano secondo la tua volontà
e lo faranno finchè
ti farà male la pancia
e la tua anima si calmerà

Liberati dai tuoi demoni
per troppo tempo li hai creduti
quando ti dicevano che eri debole
fai un passo nel tunnel
con la luce dopo la curva
alla fine
puoi iniziare a rimediare
Chi lo sa dove andrai piccola?
Potresti fare così tante cose!
Non hai sentito piccola?
Andrà tutto bene
se lo vorrai